Al Teatro Greco per parlare di pace, l'iniziativa della cooperativa Nostra Signora di Gulfi
Un gruppo di giovani, alcuni dei quali minori stranieri non accompagnati, chi di fede cristiana, chi di fede musulmana, insieme al Teatro Greco di Siracusa per assistere alle rappresentazioni classiche della Fondazione Inda ed entrare a contatto con uno degli elementi fondanti della cultura del territorio. Con questa iniziativa, concretizzata nei giorni scorsi, la società cooperativa "Nostra Signora di Gulfi" di Chiaramonte, in provincia di Ragusa, presieduta da Gianvito Distefano ed il presidente della Comunità Islamica di Sicilia (nonché vicepresidente nazionale), l'Imam Abdelhafid Kheit hanno voluto far sperimentare ai ragazzi un'esperienza preziosa, resa tale anche dalla scelta della tragedia tra quelle in cartellone: "I Persiani" di Eschilo, per la regia di Alex Ollé. Il tema della guerra, delle differenze tra i popoli sono, infatti, solo alcuni degli spunti di riflessione emersi. Da anni la cooperativa e l'Imam hanno anche avviato un laboratorio antiradicalismo attraverso il quale i giovani,a contatto con una cultura, quella occidentale, che presenta degli aspetti ben differenti rispetto al loro bagaglio culturale e di esperienza, trovano un valido punto di riferimento proprio nel presidente della Comunità Islamica, con l'esaltazione di soluzioni di equilibrio reciproche, in cui il concetto di integrazione viene superato da quello di interazione, in cui ciascuno, cioè, fa la propria parte per una convivenza che possa essere arricchimento. Un esperimento, quello condotto a Siracusa, pienamente riuscito. La cooperativa "Nostra Signora di Gulfi" opera a Chiaramonte ed ha una storia che racconta anche come da un imprevisto possa scaturire un progetto innovativo. La sede della cooperativa si trova poco distante dal Santuario. E' stata fondata nel 2009 come cooperativa sociale, destinata a servizi educativi per minori stranieri non accompagnati e per minori messi in prova, per il loro recupero, come alternativa al carcere. E' stato un rinvenimento, nel 2015, dopo l'acquisto di un'azienda agricola, a cambiare lo scenario, quando l'attività diventa anche produttiva. Un luogo magico, immerso nella natura e con tanti animali, meta anche di visite e gite di scolaresche. Infine la svolta, quando dopo aver acquistato un appezzamento di terreno, la Soprintendenza comunica che si tratta di area sottoposta a vincolo assoluto per il rinvenimento di un'antica necropoli. Entrano in ballo a quel punto anche il Comune di Chiaramonte e, per un progetto di archeologia, l'Università di Bologna.La necropoli rinvenuta viene datata, a seguito di campagne di scavo, tra il III e il VI secolo. E' lì che si concentrano le attenzioni dei ricercatori, degli studenti, della stessa Soprintendenza ed è lì che vengono impiegati i ragazzi ospiti della cooperativa. Decine, negli anni, i giovani coinvolti, fra i quali immigrati inseriti in un percorso di formazione sulla valorizzazione del territorio. E nel frattempo si conducono campagne che regalano importanti scoperte, si arricchiscono le conoscenze, vengono alla luce veri e propri tesori, come un grande ipogeo, sarcofagi in pietra, epigrafi scritte in greco.